L’importanza del nostro modo di comunicare: passività, assertività e aggressività

Comunicare in maniera efficace ci aiuta a stare meglio con noi stessi e con gli altri, aumentando il nostro benessere personale e relazionale. Ci sono diversi tipi di comunicazione ed è normale che tutti noi possiamo di volta in volta usare più un tipo o un altro di comunicazione.

Solitamente le modalità di comunicazione vengono identificate in tre categorie, poste su un continuum, come nell’immagine.

La modalità passiva: indica uno stile di comunicazione che ci porta a non esprimere i nostri bisogni, i nostri desideri e le nostre emozioni e a mettere invece in primo piano i bisogni degli altri, sacrificando il nostro bisogno con l’idea che questo ci eviti dei conflitti con l’altra persona o con l’idea che compiacere l’altro sia l’unico modo per mantenere la relazione

–> Quando comunichiamo passivamente cediamo alle richieste o alle insistenze dell’altro sacrificando il nostro bisogno e facendo qualcosa che non vogliamo fare, solo per non perdere la relazione e non come decisione personale di una nostra volontà di fare qualcosa che non vorremmo fare. Possiamo sentirci sviliti o arrabbiati.

La modalità assertiva: indica uno stile comunicativo in cui diamo pari dignità ai nostri bisogni e a quelli dell’altro. Quando siamo assertivi esprimiamo con chiarezza i nostri bisogni, senza cedere a quelli degli altri, ma anche riconoscendo il bisogno dell’altro e non svilendolo né attaccandolo.

–> Quando comunichiamo assertivamente riconosciamo diritto ai nostri bisogni e a quelli degli altri, possiamo dire no senza sottometterci passivamente e senza attaccare l’altro, possiamo negoziare insieme soluzioni.

La modalità aggressiva: indica uno stile di comunicazione in cui sviliamo i bisogni degli altri o attacchiamo gli altri, in questo modo mettiamo in primo piano i nostri bisogni, sviliamo o attacchiamo l’altro, e così rischiamo di rovinare la relazione.

–> Quando comunichiamo aggressivamente, ci arrabbiamo in difesa del nostro bisogno, ma attacchiamo quello dell’altro e questo può a lungo andare rovinare la relazione, diminuire la qualità della relazione e diminuire la probabilità che l’altro voglia venirci incontro il futuro.

Facciamo un esempio che mostri meglio le differenze tra i diversi stili comunicativi.

Ti chiedono di andare ad una festa sabato sera. Tu non ne hai assolutamente voglia, hai già tantissime cose da fare…

Modalità passiva: … ma pensi che se dirai di no, gli altri ci rimarranno male, non ti inviteranno più, penseranno male di te. Quindi dici sì anche se vorresti dire no, ci vai controvoglia. Oppure rispondi in maniera vaga o dici di no, ma dopo le loro insistenze cedi e dici di sì.

Modalità assertiva: … dici chiaramente ai tuoi amici che ti piacerebbe ma che hai bisogno di stare quella sera a riposarti o che hai già un impegno. Per esempio potresti dire: “Grazie ragazzi per avermi invitato, ma quella sera ho diverse cose da fare e preferisco stare a casa. Anch’io però avrei piacere di vedervi presto, ci organizziamo per un’altra serata?”

Modalità aggressiva: … rispondi che tu sei una persona molto impegnata, che non sei come loro che non hanno niente da fare e quindi non pensi di andare. Anzi, se vogliono veramente vederti allora che cambino la data della festa cosicché possa esserci anche tu.

Anche nel fare richieste all’altro possiamo usare tutte e tre le modalità comunicative:

Richiesta passiva: So che forse hai già da fare e non vorrei disturbarti. Anzi, se sei già impegnato non c’è problema, ma ti volevo chiedere se vorresti uscire con me sabato. Se non puoi, non ti preoccupare.

Richiesta assertiva: Sabato ti va di uscire con me? A me farebbe molto piacere

Richiesta aggressiva: Ci sei sabato per uscire o come al solito hai già preso impegni e te ne sei fregato di sapere se c’ero per fare qualcosa assieme?

Come per rispondere alle richieste:

Risposta passiva: Sì, scusami tantissimo ma sabato ho già un impegno. Però ora vedo se riesco a liberarmi. Mi dispiace davvero, ma avevo già preso un impegno per me importante… se riesco lo annullo e ci sono.

Risposta assertiva: Mi dispiace, sabato ho già preso un impegno per me importante. Cosa ne pensi se ci vediamo domenica?

Risposta aggressiva: Guarda sabato sono già impegnato quindi non ci sono. Se magari me lo dicevi prima provavo a incastrare le cose, ma tanto non ti frega niente del fatto che ci sia o meno. Anzi, sicuro me lo hai detto apposta in ritardo perché io fossi già impegnato.

Se leggendo questi esempi ti rendi conto di aver usato talvolta la modalità passiva o aggressiva è assolutamente normale. La modalità comunicativa assertiva inoltre è una modalità che implica un impegno mentale e può essere difficile essere assertivi quando siamo molto stanchi o stressati. Inoltre ci sono situazioni in cui una modalità più passiva o più aggressiva possono essere funzionali.

Tuttavia aumentare la nostra quota di comunicazione assertiva ha diversi benefici, tra cui:

  • Aumentare la capacità di soddisfare i tuoi bisogni, senza negare quelli degli altri
  • Aumenta la probabilità che l’altro ti risponda in maniera positiva e non si offenda di fronte al tuo no
  • Anche se l’altra persona non acconsente alla tua richiesta, quando posta in maniera assertiva, ne ricavi comunque una maggiore sensazione di auto efficacia
  • Migliora l’autostima
  • Migliora la qualità delle relazioni, siano esse familiari, di coppia, amicali o lavorative.

Il training dell’assertività è un percorso, che può far parte di un percorso di sostegno psicologico o di psicoterapia o che può essere svolto in maniera autonoma con uno/a psicologo/a, in cui si impara meglio a comunicare, a capire ed esprimere i propri bisogni all’interno delle relazioni, a comprendere come ci sentiamo e come possiamo comunicare agli altri le nostre emozioni e le nostre richieste.

Ecco alcuni spunti per aumentare la comunicazione assertiva:

  • Parla in prima persona: Io penso, Io vedo, Io ho bisogno, Io vorrei
  • Ricordati che sia tu che l’altro avete pari dignità
  • Cerca di usare un tono di voce calmo
  • Esprimi il tuo disaccordo usando la prima persona

La comunicazione è parte essenziale di ogni relazione.

Testo e immagine: Ylenia Greco Psicologa Psicoterapeuta

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