In questo articolo parleremo di riposo, svago e attività che ci fanno stare bene ed in particolare di: perché è importante considerare svago e riposo come bisogni e non “cose in più”; come possiamo prendere dei momenti per noi nella nostra quotidianità; quando è opportuno prevedere delle pause per noi stessi.
Qualche tempo fa ho letto una frase che diceva più o meno “Il burn out è quello che accade quando tratti il riposo come una ricompensa e non come un diritto”. Credo che il burn out (esaurimento psicologico, fisico ed emotivo) non dipenda solo da questo – per esempio possiamo vivere oggettivamente un momento pieno di eventi stressanti che sorpassa la nostra capacità di sostenerli a prescindere dal riposo – ma penso che considerare il riposo come una ricompensa sia una cosa che accade e che non ci faccia bene. Nella società attuale viene passato come un valore quello di essere sempre performanti: sul lavoro, nello studio, nell’attività fisica, nelle attività sociali, nella cura della casa, dei figli. Ma non è assolutamente possibile essere sempre performanti in tutto, e neanche desiderabile.
1. Riposo e svago come bisogni fisiologici
Tra i nostri bisogni fondamentali ci sono bisogni di base: bere, mangiare, dormire, avere una tana, esplorare. Tra questi bisogni di base c’è anche il riposo, lo svago, lo staccare la mente. Avete presente il gatto che si sdraia in giardino a guardare i fili d’erba? Il cane che trotterella per il giardino in cerca di una pallina? Certo, cani e gatti non devono pagare il mutuo. Ma se ci pensiamo bene non è sempre per il mutuo che facciamo fatica a darci il nostro tempo libero: ma per paura di non meritarcelo, che ci sia sempre qualcosa di più utile da fare, che se lo facciamo allora “stiamo sprecando tempo”.
Ho letto che si è addirittura iniziato a parlare di “oziofobia”: paura del non far niente, come se fosse un grave peccato non essere sempre produttivi. Ma in verità è sano avere momenti in cui non siamo produttivi. Basti pensare che la noia stessa è in realtà fonte inesauribile di fantasia, creatività e iniziativa, il cervello vaga libero e proprio per uscire dalla noia arriva a creare attività, idee, iniziative. Quante volte da bambini e da bambine è stata la noia a dare l’idea per il gioco più divertente!

Poiché riposo e svago sono un bisogno fisiologico possiamo dire che il è bisogno di staccare sia simile a quello di bere o a quello del dormire: ci è necessario non solo per stare bene, ma anche per funzionare bene.
Quindi se proprio facciamo fatica a pensare di fare qualcosa di non utile (pur avendone tutto il diritto), possiamo pensare che staccare mente, pensieri, fare qualcosa che ci piace e ci rilassa è in realtà anche utile.
2. Come usare le pause da dedicare a se stessi/e
Come per il cervello, dormire ogni notte è necessario per poter funzionare bene il giorno dopo, così per noi staccare la mente, dedicarci ad altro, annoiarci, divertirci, uscire, guardare un film, vedere un amico… è necessario per stare bene e funzionare al meglio una volta che torniamo al lavoro/studio. Studiare dieci ore di seguito può essere utile per provare in extremis a superare un esame all’ultimo, ma studiare ogni giorni dieci ore di seguito a lungo andare non è una strategia molto vincente: ci si stanca, si perde motivazione, ci si chiude in una stanza da cui non sembra mai di uscire, si perdono contatti e il piacere di fare. Lo stesso può accadere con il lavoro. O ancora lo stesso può accadere se la nostra giornata è costituita di attività performanti una dietro l’altra senza mai un momento di pausa, di stacco o di piacere. Ma cosa possiamo fare? Le attività che ci rilassano, che ci ricaricano e che ci danno piacere sono diverse per ognuno di noi: c’è chi per esempio si rilassa sistemando qualche parte di casa o chi facendo due tiri a palla, chi ascoltando la musica meno rilassante del mondo e chi facendo yoga. E’ molto soggettivo: il punto è lasciarsi lo spazio per fare qualcosa di fine a se stesso, qualcosa che ci piace e che ci fa stare bene fare. Alcuni stimoli possono essere per esempio:

Una piccola nota: non figura la voce “scrollare sui social”. Chiaramente anche questa può essere una pausa per “svagare la mente”, tuttavia i social sono un altro posto che tipicamente arriva a bombardarci di stimoli, pensieri, cose da fare, confronti, notizie che ci attivano… Per cui certo svagarsi sui social può essere una modalità, ma non l’unica o la sola, perché probabilmente non è realmente un momento che ci prendiamo per stare con noi stessi o con gli altri senza dover “produrre” o “dimostrare” niente
3. Dedicarsi pause di riposo e svago quando la batteria non è ancora in deficit
Una volta compresa l’importanza di dedicarsi momenti per staccare, fare attività piacevoli, ricaricare, è importante programmare questi momenti nella nostra routine quotidiana e/o settimanale. Non possiamo volerci dedicare a noi solo quando siamo totalmente sfiniti, anche perché se non siamo noi a programmare una pausa quando ancora siamo attivi e ce la possiamo godere, la pausa arriverà quando saremo sfiniti e l’unica cosa che riusciremo a fare come pausa sarà dormire – che è essenziale ma che è un’attività diversa dal prendersi un momento di calma, relax e svago cosciente. Se non facciamo questa programmazione rischiamo di spegnerci nel momento in cui la batteria è scarica: e la batteria si può scaricare nel momento più sbagliato, durante una riunione importante, nel momento in cui scriviamo una mail fondamentale… Quindi prendersi pause al momento giusto, prevederle come parte essenziale della nostra attività, preserva la nostra stessa attività e prenderci dei momenti di ricarica in realtà… aumenta anche la nostra produttività!

Per concludere il messaggio fondamentale che volevo condividere è questo: programmiamo momenti di benessere, di relax, di svago della mente, non siamo macchine e ne abbiamo bisogno, e non lasciamoli come ultimo bisogno quando ormai siamo allo stremo, ma come tappe della nostra giornata a cui attingere regolarmente: è la differenza che c’è tra arrivare assetati dopo 12 ore senza aver bevuto – irritati dalla sete ci scoliamo l’acqua senza neanche sentirla – o bere regolarmente durante la giornata senza mai andare in deficit.
Ylenia Greco Psicologa Psicoterapeuta
Lascia un commento